La polizia in Umbria ha diffuso le statistiche di un anno di attività, tra maggio 2011 e maggio 2012.
I provvedimenti di espulsione emessi dalle questure di Perugia e Terni sono stati rispettivamente 499 e 257.
Gli stranieri effettivamente accompagnati al Cie o alla frontiera invece sono stati, rispettivamente, 282 e 29.
Non sappiamo quanti di loro siano stati allontanati dal territorio nazionale, quanti siano stati rilasiati o siano evasi, e quanti invece si trovino tuttora in attesa di identificazione.
Sul fronte della criminalità si segnalano le preoccupazioni suscitate dalla diffusione degli stupefacenti. Quasi il 40 per cento delle persone arrestate nel corso dell’anno aveva a che fare con la droga.
Le statistiche però non specificano quanti di questi erano italiani.
Scrive l’Asca che sono stati sequestrati circa 200 kg di hashish (droga leggera) e due kg e mezzo di cocaina. L’Adnkronos invece, riportando soltanto i dati di Perugia, parla di 179 kg di marijuana, 25 kg di cocaina, 2,3 di eroina.
In Umbria non c’è un Cie. Le persone da espellere vengono portate nelle regioni vicine, o in quelle lontane se le prime sono al completo. Le statistiche diffuse ieri però non dicono nulla a proposito di questo aspetto della questione. In questi giorni il centrodestra è tornato a sollecitare l’apertura di un centro di espulsione nella regione.
Ieri a Firenze si è svolto un’incontro sul tema “Quali alternative ai Cie?”, nell’ambito di Terra Futura. Erano presenti Cecile Kyenge, della Rete Primo Marzo, rappresentanti di Medu (Medici per i Diritti Umani) e dell’Asgi (Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione).